Piani di cottura a induzione. Quando preferirli?

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– A cura di Alessandro Mosele

piano-cottura-induzioneIl tema dei piani di cottura sta diventando sempre di maggiore attualità e periodicamente mi capita di dover esprimere dei pareri in merito, illustrando ai clienti pro e contro delle diverse soluzioni. La questione non è così semplice in quanto il confronto può essere fatto sotto numerosi punti di vista, e non esiste una soluzione in assoluto migliore delle altre.
Rinviando ad altre fonti per una descrizione più dettagliata sul funzionamento e sulle caratteristiche dei diversi piani di cottura con il presente articolo voglio fornire una tabella sintetica di confronto tra le diverse soluzioni possibili. Per maggior chiarezza ho scelto di confrontare solo le tre categorie principali (piani a gas, elettrici e a induzione) senza suddividerle nelle diverse sottotipologie (per esempio i piani elettrici possono essere tradizionali, in vetroceramica, radianti alogeni ecc., a gas ce ne sono alcuni con efficienze e design migliori, ma più costosi ecc.) tra le quali esistono sì differenze, ma non così rilevanti come quelle presenti tra le categorie.
E’ importante sottolineare che in particolari situazioni ci sono elementi che possono cambiare radicalmente i risultati del confronto qui proposto. Per esempio, se un’abitazione non è allacciata alla rete del gas metano nel costo del piano a gas di deve tener conto anche degli oneri legati all’allacciamento, con il risultato che i costi complessivi del piano a gas potrebbero risultare anche molto maggiori rispetto al piano a induzione. Oppure nel caso di edifici dotati di impianto fotovoltaico il costo di esercizio dei piani elettrici e a induzione può diminuire fino a diventare inferiore a quello di un piano a gas.

Da un punto di vista energetico si può definire il rendimento come il rapporto tra la potenza termica utile Pu (fornita alla pentola) e la potenza termica assorbita Pa (legata alla quantità di gas bruciato o alla potenza elettrica assorbita negli altri casi).
Un calo del rendimento comporta un incremento della potenza dispersa in calore: se questo in inverno può anche non guastare perchè contribuisce a riscaldare l’abitazione, in estate sicuramente non è desiderabile e comporta un incremento dell’energia richiesta ai condizionatori per il raffrescamento degli ambienti.
I confronti energetici tra i piani possono essere fatti essenzialmente sotto due punti di vista:

  • l’energia e il relativo costo richiesti per erogare una quantità nota di energia utile (per esempio quella per portare ad ebollizione una quantità nota di acqua);
  • la potenza assorbita a parità di potenza utile.

Da questo ultimo confronto (vedere la successiva tabella) risulta chiaro quindi perchè un piano di cottura a induzione per uso domestico da circa 3,5kW garantisca le stesse prestazioni di un piano di cottura a gas da 6-7kW.

Nella seguente tabella (scaricabile anche qui in versione colorata) vengono messi a confronto alcuni dati numerici, mentre per le valutazioni qualitative si dà un punteggio indicativo crescente da * a *** (nel caso dei costi *** indica un costo inferiore). I rendimenti utilizzati sono valori medi nominali e, soprattutto per i piani a gas ed elettrici, possono subire variazioni anche consistenti dato che per questi tipi di piani il rendimento è fortemente legato all’accoppiamento del “fuoco” con la pentola: una pentola piccola su un fuoco grande può penalizzare anche di molto il rendimento.

Tipo di piano
gas elettrico a induzione
Valutazioni quantitative
rendimento 50% 55% 90%
energia utile richiesta per far bollire 1 litro di acqua kWh 0,10 0,10 0,10
energia fornita per far bollire 1 litro di acqua kWh 0,20 0,18 0,11
costo 0,018 0,045 0,027
energia primaria richiesta kWh 0,21 0,43 0,27
tempo richiesto con 3kW di potenza fornita min 4,0 3,6 2,2
potenza assorbita richiesta per uguagliare i tempi di cottura del piano a gas 100% 91% 56%
Valutazioni qualitative ( *** indica il risultato migliore)
sicurezza (1) * ** ***
costi di esercizio (2) *** * **
costi di esercizio con fotovoltaico * ** ***
consumi di energia primaria *** * **
consumi di energia primaria con fotovoltaico * ** ***
flessibilità di regolazione e programmazione (3) * ** ***
facilità di pulizia * ** ***
potenza elettrica impegnata (4) *** * **
design * ** ***
facilità di utilizzo *** ** *
costi di acquisto *** ** *
limitazioni sulla tipologia di pentole utilizzabili (5) *** ** *

Note
(1) Pur facendo sempre riferimento a impianti e apparecchiature realizzati conformemente alle normative vigenti, la presenza di reti gas o di superfici molto calde comporta maggiori rischi di infortuni.
(2) Nei calcoli si sono considerati 0,85€/m3 come costo del gas metano e 0,25€/kWh come costo dell’energia elettrica.
(3) Spegnimento automatico in assenza di pentola o con pentola vuota, spegnimento al raggiungimento dell’ebollizione del liquido, limitazione della potenza assorbita ecc.
(4) Come accennato sopra un piano a induzione da 3,5kW equivale ad un piano a gas da 7kW. Nella gran parte dei contesti domestici non si utilizza più del 60-70% della potenza totale, quindi nel caso in un piano da 3,5kW la potenza massima assorbita al lato pratico non supera i 2,5kW. In una moderna abitazione con elettrodomestici e impianto di illuminazione a basso consumo si può ritenere sufficiente una classica fornitura elettrica da 3kW, chiaramente facendo un po’ di attenzione ad evitare contemporaneità di funzionamento del piano di cottura con gli altri grnadi elettrodomestici.
(5) Le pentole con fondo ferromagnetico in acciaio, in acciaio smaltato e in ghisa sono perfette. Per verificare la compatibilità della pentola è sufficiente verificare che sia presente il simbolo relativo. Si può anche accostare un calamita alla pentola per accertarsi che sia idonea: se si attacca al fondo della pentola significa che è compatibile. Non sono adatti rame, alluminio, vetro, ceramica, acciai inox austenitici (AISI 304/316 o “18/8”-“18/10” se non trattati in modo da essere resi almeno in parte paramagnetici con un cambio di stato morfologico da CFC in CCC). Con pentole inadatte non c’è alcun problema di sicurezza, semplicemente la pentola non si scalda. Molto piani di cottura ad induzione sono dotati di sensori che segnalano immediatamente l’utilizzo di materiali non compatibili.
Per quanto riguarda i costi, le pentole per piani a induzione costano generalmente più delle altre, ma a fronte di una migliore qualità della pentola stessa (e della cottura dei cibi). Nelle dimensioni “comuni” si trovano pentole per induzione con buon rapporto qualità / prezzo sia alla Coop che all’Ikea, per dimensioni maggiori sono più difficili da reperire e con prezzi più alti.

Quindi, come premesso, il piano di cottura in assoluto migliore non esiste, anche se un moderno piano a induzione presenta numerosi vantaggi e in una moderna casa a basso consumo può consentire di svincolarsi completamente dall’allacciamento alla rete gas, adottando come sistema di riscaldamento una pompa di calore o un generatore di calore a biomasse. I costi di gestione possono diminuire anche in modo consistente rispetto ad un piano a gas in presenza di un impianto fotovoltaico. La scelta va di caso in caso attentamente valutata.

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